stivale

Cara vecchia Italia,
era da un po’ che mancavo. Per la prima volta in tanti anni sono tornata per un periodo più lungo. Per la prima volta sono tornata per lavorare. Sono stata male. Da emigrata avevo memorie romantiche e nostalgiche del mio paese, che sono state tutte distrutte. Ho visto veramente quanto la situazione sia disperata, quanto sia fottuto questo paese. Sorvolo sulle condizioni di lavoro che mi hanno fatto soffrire, sulle mentalità caotiche e irrispettose che hanno chiamato me da fuori per avere una spinta di cambiamento e un’aria nordeuropea, ma che invece rimangono maledettamente invischiate nel devasto e nella pigrizia italiani.
Cara Italia, ti vedo persa, come vorrei che aprissi un po’ gli occhi e ti guardassi per quello che sei: finta, lenta, marcia, autoreferenziale e compiaciuta della tua stessa disgrazia. Chissà se c’è un modo per gli italiani di apprezzare le bellezze del nostro paese senza per questo pensare continuamente di essere i migliori del mondo. Cari italiani, smettetela di rimirarvi e ammirarvi, smettetela di accontentarvi pensando che non ci siano altri modi di fare, smettetela di essere così provinciali e inflessibili. E per favore, imparate l’inglese una buona volta!

Morteza-Niknahad-9

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